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27 gennaio 2012
Presentazione del libro "Scritti di Botanica di Pasquale Gravina
| inviato da tabacus il 27/1/2012 alle 14:10 | |
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26 gennaio 2012
Frant'Olio 2012
| inviato da tabacus il 26/1/2012 alle 20:37 | |
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17 gennaio 2012
Presentato il librio TRA CIELO E TERRA
Giuliana Susi, sul giornale online CENTROABRUZZONEWS, ha dedicato un ampio articolo alla presentazione del libro avvenuta sabato 14 gennaio. Vi rinvio al suo articolo che trovate al seguente link: "Tra cielo e terra" presentato il libro su Vittorio Monaco.
monaco
vittorio monaco
| inviato da tabacus il 17/1/2012 alle 8:7 | |
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3 gennaio 2012
Presentazione del libro TRA CIELO E TERRA - Discorrendo di Vittorio Monaco
monaco
vittorio monaco
| inviato da tabacus il 3/1/2012 alle 14:32 | |
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1 gennaio 2012
Buon anno a tutti
I miei auguri a tutti con la serenata di Capodanno 2012. Le parole sono di Pasquale Orsini, la musica di Michele Avolio. Entrambi, complice "il Parca", questa mattina non vedevano la via di ritornare a casa. BUON ANNO A TUTTI, ma proprio a tutti, non solo a "chi la canta" e "chi la scóta".
Contreviènte
Anne dópe anne la storia s’ha gnuttite le persone zòffela e spanne ‘ste nóte cunzumate de canzone.
Misce pe’ misce ha trascenete cuèrpe che i’ancine lassa i peìsce recolme sole d’óseme de vine.
Contreviènte se ne vènne liènte liènte tótte i’ènne.
Contreviènte mure mure se resènte iu future.
Luna pe’ luna i gióvene so ‘mmà lucecappèlle senza furtuna refènne le valisce p’i nevèlle.
Sole pe’ sole iu cónte ha ‘ndruppecate a “préte” e “viènte” ciènte paróle remaste senza fiate de la gente.
Contreviènte se ne vènne liènte liènte tótte i’ènne.
Contreviènte iètta ‘u banne sentemiènte de Bonanne.
Traduzione Controvento Anno dopo anno | la storia ha inghiottito le persone | soffia e spande | queste note consumate di canzone. || Mese dopo mese | ha trascinato corpi con l’uncino | lascia i paesi | pieni solo di odore di vino. || Controvento | se ne vanno | lentamente | tutti gli anni. || Controvento | muro muro | si risente | il futuro. || Luna dopo luna | i giovani sono come lucciole | senza fortuna | rifanno le valigie per andare da nessuna parte. || Sole dopo sole | il racconto ha inciampato in “pietre” e “vento” | cento parole | rimaste senza fiato della gente || Controvento | se ne vanno | lentamente | tutti gli anni. || Controvento | getta il bando | sentimento | di Buonanno.
| inviato da tabacus il 1/1/2012 alle 12:28 | |
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27 dicembre 2011
Documento approvato dai Consigli comunali riuniti a Sulmona
premesso: che con legge n. 148 del 14.09.2011, all’art. 1, n. 2, in sede di conversione del decreto-legge 13.8.2011 n.138, recante il complesso delle misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, è stata conferita delega al Governo affinché, al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza, adotti, nel termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, provvedimenti mirati alla ridefinizione della geografia giudiziaria e redistribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, con l’osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: a) ridurre gli uffici giudiziari di primo grado, ferma la necessità di garantire la permanenza del tribunale ordinario nei circondari di comuni capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011; b) ridefinire, anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi, l'assetto territoriale degli uffici giudiziari secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, e del tasso d'impatto della criminalità organizzata, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane; c) ridefinire l'assetto territoriale degli uffici requirenti non distrettuali, tenuto conto, ferma la permanenza di quelli aventi sedi presso il tribunale ordinario nei circondari di comuni capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011, della possibilità di accorpare più uffici di procura anche indipendentemente dall'eventuale accorpamento dei rispettivi tribunali, prevedendo, in tali casi, che l'ufficio di procura accorpante possa svolgere le funzioni requirenti in più tribunali e che l'accorpamento sia finalizzato a esigenze di funzionalità ed efficienza che consentano una migliore organizzazione dei mezzi e delle risorse umane, anche per raggiungere economia di specializzazione ed una più agevole trattazione dei procedimenti; d) procedere alla soppressione ovvero alla riduzione delle sezioni distaccate di tribunale, anche mediante accorpamento ai tribunali limitrofi, nel rispetto dei criteri di cui alla lettera b); e) assumere come prioritaria linea di intervento, nell'attuazione di quanto previsto dalle lettere a), b), c) e d), il riequilibrio delle attuali competenze territoriali, demografiche e funzionali tra uffici limitrofi della stessa area provinciale caratterizzati da rilevante differenza di dimensioni; f) garantire che, all'esito degli interventi di riorganizzazione, ciascun distretto di corte d'appello, incluse le sue sezioni distaccate, comprenda non meno di tre degli attuali tribunali con relative procure della Repubblica; g) prevedere che i magistrati e il personale amministrativo entrino di diritto a far parte dell'organico, rispettivamente, dei tribunali e delle procure della Repubblica presso il tribunale cui sono trasferite le funzioni di sedi di tribunale, di sezioni distaccate e di procura presso cui prestavano servizio, anche in sovrannumero riassorbibile con le successive vacanze; h) prevedere che l'assegnazione dei magistrati e del personale prevista dalla lettera g) non costituisca assegnazione ad altro ufficio giudiziario o destinazione ad altra sede, né costituisca trasferimento ad altri effetti; i) prevedere con successivi decreti del Ministro della giustizia le conseguenti modificazioni delle piante organiche del personale di magistratura e amministrativo; l) prevedere la riduzione degli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale, da operare tenendo in specifico conto, in coerenza con i criteri di cui alla lettera b), dell'analisi dei costi rispetto ai carichi di lavoro; m) prevedere che il personale amministrativo in servizio presso gli uffici soppressi del giudice di pace venga riassegnato in misura non inferiore al 50 per cento presso la sede di tribunale o di procura limitrofa e la restante parte presso l'ufficio del giudice di pace presso cui sono trasferite le funzioni delle sedi soppresse; n) prevedere la pubblicazione nel bollettino ufficiale e nel sito internet del Ministero della giustizia degli elenchi degli uffici del giudice di pace da sopprimere o accorpare; o) prevedere che, entro sessanta giorni dalla pubblicazione di cui alla lettera n), gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possano richiedere e ottenere il mantenimento degli uffici del giudice di pace con competenza sui rispettivi territori, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione dagli enti medesimi, restando a carico dell'amministrazione giudiziaria unicamente la determinazione dell'organico del personale di magistratura onoraria di tali sedi entro i limiti della dotazione nazionale complessiva nonché la formazione del personale amministrativo; p) prevedere che, entro dodici mesi dalla scadenza del termine di cui alla lettera o), su istanza degli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, il Ministro della giustizia abbia facoltà di mantenere o istituire con decreto ministeriale uffici del giudice di pace, nel rispetto delle condizioni di cui alla lettera o); q) dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. che lo stato attuale dei lavori, in particolare quelli della commissione ministeriale all’uopo incaricata, induce a ritenere, con ragionevolezza, che il Dicastero competente si stia muovendo e si muoverà nella direzione della semplificazione delle presenze di presidi giudiziari sul territorio, attraverso l’utilizzo di parametri, meramente numerici, che porterebbero al mantenimento dei soli tribunali aventi sede nei comuni capoluogo di provincia; che tale metodo, ove fosse applicato senza i dovuti e previsti correttivi e discrimini, potrebbe avere l’effetto di determinare la chiusura del Tribunale di Sulmona e della Procura della Repubblica in sede, e cioè la chiusura di quel presidio giudiziario primario di primo grado che ora è posto a presidio di legalità all’interno del comprensorio circondariale, ritenuto: che non è condivisibile affrontare i problemi del riordino territoriale dei presidi giudiziari di primo grado e della razionalizzazione delle spese di giustizia sull’onda di fenomeni particolari e contingenti, o, peggio, in termini emotivi, aziendalistici o esclusivamente finanziari o, ancor peggio, sulla base di pregiudiziali politiche o corporative; che i problemi del riordino territoriale dei presidi giudiziari di primo grado devono, invece, essere affrontati e risolti tenendo conto delle specificità dei territori e nella stretta considerazione delle esigenze e dei sacrosanti diritti delle popolazioni che li abitano; che la Giustizia è, innanzitutto, un servizio che deve essere il più possibile diffuso sul territorio; che la concentrazione dell’attività giurisdizionale nelle sedi provinciali avrebbe l’effetto, nel nostro territorio, di congestionare uffici giudiziari già sovraccarichi di lavoro e di incrementarne, oltre ogni ragionevole misura, il costo di mantenimento, nonché l’ulteriore effetto, collegato al primo, di determinare una dilatazione dei tempi di risposta dello Stato alla domanda di Giustizia; ma, soprattutto, imporrebbe al cittadino costi aggiuntivi ed evitabili per il raggiungimento, non sempre agevole, di altra sede di tribunale anche per attività diverse da quelle puramente processuali, peraltro depauperando in modo decisivo un tessuto economico già fortemente provato da una endemica crisi e dai noti recenti eventi sismici; che, infatti, “nelle aree dei comuni della Valle Peligna e dell’Alto Sangro si localizzano le situazioni di crisi più gravi della Regione Abruzzo“ come riconosciuto nel protocollo d’intesa firmato presso il Ministro dello Sviluppo Economico in data 20.02.2008 e ribadito il 7.03.2011 con delibera n. 162 dalla Regione Abruzzo secondo cui “l’area della Valle Peligna – Alto Sangro debba essere qualificata come un'unica grande area di crisi industriale complessa”; che, in quest’ottica complessiva, la conservazione dei presidi giudiziari di primo grado che insistono ed operano nel comprensorio circondariale è fatto necessario ancor prima che auspicabile in quanto il circondario del Tribunale rientra a pieno titolo in quei criteri, disegnati dalla stessa legge delega, poiché: - il circondario del Tribunale di Sulmona include un’area omogenea per peculiarità geografiche e morfologiche che si estende in zone interamente montane, per la gran parte poste oltre i milleduecento metri di altitudine, con carenza di infrastrutture di comodo e rapido collegamento con il capoluogo di provincia, stante l’assenza di autostrade e di strade a cor4rimento veloce e di efficiente rete ferroviaria, e la sua sciagurata soppressione costringerebbe la popolazione ad affrontare viaggi, anche di centinaia di chilometri, in territorio impervio e spesso interessato da precipitazioni nevose per molti mesi dell’anno, per raggiungere il presidio giudiziario provinciale; - il Tribunale di Sulmona è collocato al centro di tale area e comprende, pressoché per intero, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, oltre al Parco Nazionale della Maiella ed al Parco Regionale del Velino – Sirente, le cui complesse problematiche giuridiche, legate in particolare alla tutela dell’ambiente, impongono una forte presenza del presidio di legalità sul territorio per la prevenzione dei reati ambientali e anche al fine di evitare costi gravi dei recuperi e risanamenti idrogeologici ed ambientali; - il circondario del Tribunale di Sulmona è in rapporto di contiguità geografica con territori a forte rischio di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, rischio, questo, che può essere scongiurato solo attraverso la presenza di un imponente e funzionale presidio giudiziario; - Il Comune di Sulmona è sede della più importante Casa di Reclusione dell’Abruzzo – Molise (con sezioni di massima sicurezza in cui sono ristretti esponenti di spicco della criminalità organizzata) la quale non può prescindere dalla presenza in loco di un’efficiente sede di Tribunale e, negli auspici, di una istituenda sezione distaccata del Magistrato di Sorveglianza, soprattutto in considerazione del recente disposto ampliamento della struttura carceraria che ne farà sede di massimo rilievo nel Paese; - il territorio del circondario del Tribunale di Sulmona comprende zone ad altissima vocazione turistica che registrano un notevole incremento della popolazione nei periodi estivo ed invernale, così innalzando il semplicistico dato numerico degli abitanti che deriverebbe da una lettura solo statistica della popolazione residente; - una significativa area dell’alta Val Pescara, confinante con i territori facenti parte del circondario del Tribunale di Sulmona, gravita socialmente, culturalmente ed economicamente in naturale interscambio con essi, e ciò militerebbe per la attribuzione di porzioni di tali territori all’ufficio giudiziario di Sulmona, peraltro sgravando di carichi di lavoro il tribunale limitrofo oggi competente. E a tale ultimo proposito va rilevato che la legge delega prevede come prioritario “ il riequilibrio delle attuali competenze territoriali, demografiche e funzionali tra Uffici limitrofi…caratterizzati da rilevante differenza di dimensione “ . In questo senso va la proposta del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sulmona di accorpare al territorio ricompreso nel Tribunale di Sulmona ( demograficamente ritenuto di piccole dimensioni), quella parte di territorio del facente parte del Tribunale di Pescara (demograficamente considerato di grandi dimensioni), corrispondente alla attuate sezione distaccata di S. Valentino in A.C.. che il risparmio di spesa ipotizzabile nel caso concreto, pari a circa € 120.000,00 l’anno, non giustifica ridimensionamenti e/o soppressioni, ove solo si consideri che la giustizia, e quindi l’agevole accesso alla giustizia, è un bene primario costituzionalmente garantito e perciò non suscettibile di compressioni. considerato: che, per i motivi anzidetti, il Tribunale di Sulmona può essere definito uffici giudiziari di prossimità dal momento che: - si articola sul territorio ed è ubicato in zone particolarmente disagiate ed impervie; - garantisce, diversamente dai c.d. mega tribunali, una risposta “prossima”, quindi diretta e, soprattutto, celere, alle aspettative di giustizia dei cittadini; - rappresenta un argine, non solo simbolico, alla diffusione dei fenomeni criminosi organizzati, CHIEDE che il Ministro della Giustizia, nel rispetto della Legge Delega n. 148 del 14.09.2011 di conversione del Decreto Legge 13.08.2011 n. 138, individui gli indici obiettivi dei criteri della specificità territoriale e della situazione infrastrutturale, con particolare riferimento ai principi di cui agli artt. 3, 24, 25 e 111 della Costituzione della Repubblica italiana di tutela del diritto insopprimibile dei cittadini all’accessibilità alla giustizia.
| inviato da tabacus il 27/12/2011 alle 20:30 | |
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26 dicembre 2011
Cinquantesima sagra della polenta il 6 gennaio
| inviato da tabacus il 26/12/2011 alle 10:25 | |
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24 dicembre 2011
Buon natale a tutti
| inviato da tabacus il 24/12/2011 alle 23:59 | |
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22 dicembre 2011
Consiglio comunale il 27 dicembre a Sulmona
Il Sindaco del Comune di Pettorano Sul Gizio ha convocato il consiglio comunale alle ore 15,00 del 27 dicembre 2011 al Palazzetto dello Sport di Sulmona in via 25 Aprile per trattare del seguente ordine del giorno: 1. Approvazione documento a difesa del Tribunale di Sulmona.
Si tratta di un avvenimento eccezionale: non era mai accaduto prima che il consiglio comunale venisse convocato fuori dei confini del paese. Lo facciamo insieme a tutti i comuni del circondario perché il rischio chiusura per il Tribunale di Sulmona è diventato molto, molto concreto e chiediamo a tutti i cittadini di partecipare. Già a settembre, a seguito dell'approvazione della legge delega inserita nella manovra economica di agosto dell'allora governo Berlusconi, il consiglio comunale di Pettorano, insieme a molti altri comuni, approvò un documento con il quale si chiedeva al governo che nell'applicazione dei criteri stabiliti dalla legge delega si tenesse adeguatamente conto delle caratteristiche del territorio, evitando di fare scelte che tenessero conto solo del criterio demografico che, ovviamente, ci penalizza. Quei timori non erano infondati e si fa strada sempre più l'idea di una soluzione sommaria che porta alla chiusura di tutti i tribunali sub-provinciali nella convinzione diffusa, e riproposta per ogni servizio, che l'aggregazione porta efficienza e risparmi. In realtà la maggiore efficienza non è mai dimostrata e i risparmi, quando ci sono, ricadono esclusivamente sulle tasche dei cittadini. Sarà così anche per il servizio giustizia. L'eventuale soppressione del Tribunale di Sulmona sarebbe pagata a caro prezzo dai cittadini della Valle Peligna, dell'Alto sangro e della Valle subequana, per i quali il costo del diritto alla giustizia diventerà in molti casi insopportabile. La chiusura del tribunale di Sulmona non è un problema degli avvocati ma un problema di tutti i cittadini. Per questo è necessario che le istituzioni locali facciano sentire la loro voce unanime, così come è utile che tutti i cittadini facciano sentire la propria voce a difesa di un diritto, in un territorio che, con il criterio degli abitanti, ha subito troppe spoliazioni che si vanno a sommare alla pesantissima crisi occupazionale degli ultimi anni.
| inviato da tabacus il 22/12/2011 alle 19:28 | |
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20 dicembre 2011
Tra i comuni ricicloni, premiato Pettorano Sul Gizio
| inviato da tabacus il 20/12/2011 alle 19:33 | |
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16 dicembre 2011
Una mostra su Rossetti fotografo al Castello Cantelmo


 ALFONSO ROSSETTI (Sulmona 1867 - 1935) Alfonso Rossetti, personalità complessa e poliedrica che operò nei diversi settori della grafica, della pittura, della fotografia, della ceramica e della decorazione, nacque a Sulmona il 13 ottobre del 1867 da Simone e Marianna Orsini, appartenete ad una delle più nobili e antiche famiglie della città. Fu indirizzato dal padre agli studi classici ma ben presto manifestò una grande passione per il disegno e la pittura; abbandonò quindi il Liceo sulmonese per raggiungere il fratello maggiore Marino a Firenze dove completò gli studi nell'Istituto Macchiavelli prima di iscriversi, nel 1884, all' Accademia di Belle Arti. L'anno successivo però, a causa della precoce morte del fratello, fu costretto ad interrompere gli studi per tornare a Sulmona dove entrò in contatto con Teofilo Patini e frequentò per tre anni la Scuola d'Arti e Mestieri de L'Aquila da egli diretta. Furono anni di intenso lavoro e di fortuiti incontri come quello con Francesco Paolo Michetti che lo introdusse all'attività fotografica; ma a differenza di quest'ultimo Rossetti non si avvalse del mezzo fotografico come utile lavoro preparatorio per la pittura, ma come forma d'arte autonoma e come strumento utile per documentare la realtà quotidiana. Nel 1889, per portare a compimento i suoi corsi, l'artista si iscrisse all' Accademia di Belle Arti di Napoli dove fu allievo di Stanislao Lista, di Domenico Morelli e di Edoardo Delbono; ma dopo appena qualche mese fu costretto a rientrare a Sulmona per l'improvvisa morte del padre. Quando fece ritorno a Napoli portò con se l'infermiera che si era presa cura del genitore, Margherita Iridea, dalla quale, nell'agosto del 1893, ebbe una figlia, Alfonsina, e nel 1896 il secondogenito Mario. In questi anni, forse anche per la necessità di una fonte di guadagno fisso, l'artista si dedicò maggiormente a lavori di decorazione pittorica delle dimore di facoltosi privati partenopei. Nonostante i numerosi impegni Rossetti tornò periodicamente a Sulmona, anche per occuparsi della gestione dei beni e delle rendite di famiglia, e a L'Aquila per incontrare l'amico Patini. Ma, soprattutto, molto importanti in questo periodo furono le campagne fotografiche condotte con il Michetti. Durante la permanenza a Napoli Rossetti si appassionò all'arte della ceramica, ne studiò i capolavori conservati nel Museo Nazionale e nella Reggia di Capodimonte e, nel 1900 fondò una fabbrica di ceramiche e maioliche in società con lo scultore Giuseppe Del Fico. L'esito sfortunato di questa avventura determinò, nel 1903, l'epilogo del soggiorno partenopeo del Rossetti e il definitivo rientro a Sulmona dove gli venne affidata la cattedra di Ornato e Decorazione nella Scuola d'Arte e Mestieri appena inaugurata. Nonostante i numerosi impegni l'artista continuò comunque a dedicarsi all'attività fotografica, e a questi anni (1905-06) risalgono le immagini ispirate alla sua città, alle vie, alle architetture di maggior pregio, agli scorci più pittoreschi e ai luoghi più animati, dalle quali trasse in seguito parecchie trasposizioni grafiche. A turbare la serenità ritrovata fu, nel 1908, la scomparsa della madre e in seguito, nel 1910, la morte dell'amata moglie. Per superare questi difficili momenti Rossetti si dedicò con fervore all'insegnamento e all'attività artistica, soprattutto grafica, realizzando una serie di disegni tesi ad illustrare le caratteristiche e le evoluzioni degli stili architettonici e ad indagare alcuni particolari ed ornati scultorei presenti nei monumenti e negli arredi sacri conservati nella sua città. Nel 1912 la vita dell'artista mutò profondamente; oltre ad ottenere l'affidamento di due nuove cattedre (Disegno Applicato al Ricamo e Ceramica) conobbe e si innamorò di una giovane donna, Maddalena Masciangioli, accanto alla quale egli trovò un rinnovato entusiasmo. Riprese con più slancio gli incontri con gli amici di sempre, i fratelli Michetti e Basilio Cascella, il quale pubblicò alcuni suoi disegni sia nella " Illustrazione Abruzzese" che nella " Grande Illustrazione". Nel 1915 alcune sue opere grafiche vennero pubblicate nel Numero unico "Marsica", ideato a sostegno della Croce Rossa Italiana intervenuta in occasione del tragico terremoto che in quell'anno ebbe luogo in Abruzzo. Nel 1917 un altro forte dolore colpì l'artista: la morte al fronte del giovane figlio Mario. Da allora egli si chiuse in un muto dolore, allontanandosi per sempre dalla vita esteriore. Nel 1925, contagiata dal tifo, morì anche Adriana, la figlia avuta da Maddalena, e l'anno successivo l'artista cominciò ad avvertire i primi sintomi del morbo di Parkinson. Nonostante i tentativi di reagire afferrandosi ancora di più al lavoro, fu gradualmente costretto ad arrendersi alla malattia abbandonando ben presto, e definitivamente, l'insegnamento e l'attività artistica. Assistito fino all'ultimo dalla moglie e dalla figlia Alfonsina, morì a Sulmona il 26 febbraio del 1935. Bibliografia * Savastano C., Alfonso Rossetti: Sulmona 1867-1935, Edigrafital, Teramo, 2002. (Da Scheda dell'Autore Regione Abruzzo - Abruzzo Cultura) Il Monte Genzana visto dal suo studio.
Alfonso Rossetti
| inviato da tabacus il 16/12/2011 alle 10:22 | |
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26 novembre 2011
Iniziativa per i 15 anni della Riserva Monte Genzana
| inviato da tabacus il 26/11/2011 alle 10:37 | |
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17 novembre 2011
consiglio comunale il 25 novembre
Il Sindaco di Pettorano Sul Gizio ha convocato il consiglio comunale il giorno 25 novembre alle ore 19,30 con il seguente ordine del giorno: 1.Esame e approvazione verbali seduta precedente; 2. Variazione e assestamento generale al bilancio di previsione 2011 ex art. 175, comma 8, D. Lg.vo 267; 3. Modifica schema di convenzione per l'affidamento della gestione dei servizi della riserva naturale e contestuale approvazione; 4. approvazione schema di convenzione per la concessione in gestione degli impianti sportivi comunali e annesse strutture; 5. Modifica al regolamento comunale su lavori, forniture e servizi in economia e contestuale approvazione.
| inviato da tabacus il 17/11/2011 alle 18:14 | |
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16 novembre 2011
Iniziativa del PD Abruzzo su lavoro autonomo e piccola impresa a Sulmona
| inviato da tabacus il 16/11/2011 alle 18:58 |
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6 novembre 2011
Roma - Piazza S. Giovanni - 5 novembre

| inviato da tabacus il 6/11/2011 alle 17:18 | |
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12 ottobre 2011
Il 5 novembre manifestazione del PD a Roma
| inviato da tabacus il 12/10/2011 alle 7:50 | |
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9 ottobre 2011
E' arrivato il nuovo parroco
E' stato presentato dal vescovo, nel corso della celebrazione della messa di oggi alle ore 17,00 , il nuovo parroco.
Reggerà le sorti della parrocchia di Pettorano don Domenico Villani, un giovane sarcerdote ordinato il 25 settembre dal vescovo di Sulmona mons. Angelo Spina. Don Domenico ha 29 anni e negli ultimi sette ha frequentato il seminario di Chieti, dopo aver conseguito il diploma all'istituto commerciale di Sulmona e quello al conservatorio. Attualmente studia Teologia biblica a Roma e quindi sarà presente a Pettorano nei fine settimana e nei periodi liberi dallo studio.
A don Domenico Benvenuto e buon lavoro.
| inviato da tabacus il 9/10/2011 alle 19:47 | |
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3 ottobre 2011
La risoluzione sull'orologio approvata in consiglio comunale
Nella seduta del 29 settembre il Consiglio comunale ha approvato la risoluzione che pubblico, proposta dal sottoscritto a nome della maggioranza.
Il Consiglio comunale di Pettorano Sul Gizio,
Preso atto
che il suono dell’orologio pubblico posto sulla facciata della Chiesa Madre di Pettorano Sul Gizio in piazza Umberto I viene lamentato dal cittadino Giulio Zelano al quale arrecherebbe disturbo;
che lo stesso cittadino si è rivolto al Sindaco e all’Arta per la verifica dell’intensità del suono;
che in seguito il disturbo è stato lamentato anche da altri 4 cittadini: Bonitatibus Anna, Giammarco Rosa, Tortis Franco e Della Guardia Franco;
che il Sindaco ha richiesto e sollecitato all’Arta la verifica dell’intensità del suono non ricevendo alcuna risposta;
che il Sindaco è stato destinatario di un decreto di condanna penale per disturbo della quiete pubblica sulla base di una informativa dell’Arta che avrebbe realizzato la verifica senza informarne il Sindaco ma informandone la Procura della Repubblica di Sulmona;
Che il Sindaco ha presentato opposizione avverso il decreto di condanna penale al Tribunale di Sulmona e in quella sede farà valere le sue buone ragioni;
Ritenuto
che il comportamento dell’Arta è stato quantomeno singolare non avendo mai riferito al Sindaco i risultati delle proprie verifiche;
Considerato
Che il suono dell’orologio, a torto considerato un rumore, rientra negli elementi costitutivi della tradizione di una piccola comunità come quella pettoranese e contribuisce a definirne la propria identità;
che la stragrande maggioranza dei cittadini considera il suono dell’orologio un piacevole accompagnamento che scandisce il passare del tempo nei diversi momenti della giornata;
Che il comportamento del Sindaco, con la richiesta effettuata all’ARTA, è stata improntata a contemperare, sulla base di elementi oggettivi, sia la tutela della salute che la salvaguardia delle tradizioni storiche;
Che gli unici atti compiuti dal Sindaco e dall’amministrazione attiva sono stati improntati a garantire il funzionamento dell’orologio in linea con analoghe decisioni prese dalle precedenti amministrazioni;
Impegna
il Sindaco e la giunta a garantire il funzionamento dell’orologio pubblico nel rispetto delle norme vigenti sull’inquinamento acustico.
| inviato da tabacus il 3/10/2011 alle 13:49 | |
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26 settembre 2011
Consiglio comunale il 29 settembre
Il Sindaco di Pettorano Sul Gizio ha convocato il consiglio comunale il giorno 29 settembre alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno: 1. Aprrovazione verbale seduta precedente; 2. Ratifica deliberazione di giunta n 76 del 18.8.2011avente ad oggetto variazione al bilancio di previsione; 3. Ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e verifica degli equilibri di bilancio; 4. Trasformazione del COGESA srl in società per azioni - adozione del nuovo statuto societario; 5. Tutela e permanenza del Tribunale di Sulmona - sostegno alla deliberazione del consiglio comunale di Sulmona n 70 del 9.9.2011; 6. Funzionamento orologio pubblico - Richiesta provvedimenti - Comunicazioni del sindaco.
| inviato da tabacus il 26/9/2011 alle 19:41 | |
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4 settembre 2011
UN PAESE OVUNQUE - Il viaggio nella cultura popolare di Vittorio Monaco
Qualche mese fa, insieme all'amico Antonio Di Fonso abbiamo scritto un articolo su Vittorio, pubblicato in AbruzzoèAppennino. Lo ripropongo ai lettori del blog nel secondo anniversario della sua morte.
NEL PRIMO NUMERO DI “Abruzzoéappennino” il titolo di copertina aveva un richiamo alle tradizioni, evocativo e nello stesso tempo di immediata forza comunicativa: “Capetiempe, dove tutto comincia”. Che cosa dovesse cominciare e che significato avesse quella parola dialettale, la cui traduzione letterale significa Capotempo (Capodanno, inizio dell’anno) ce lo spiegò in una appassionata intervista il professor Vittorio Monaco, studioso di culture popolari e poeta, autore di raccolte in versi e di saggi critici. Ci raccontò come le tradizioni popolari delle nostre genti, quelle di Ognissanti e del culto dei morti, di San Martino, delle festività del Natale e del Carnevale, della Pasqua di resurrezione rappresentassero in realtà il carattere e l’essenza di una civiltà, quella contadina e preindustriale. Il carattere di queste manifestazioni era fortemente identitario: nel celebrare le feste le popolazioni abruzzesi si riconoscevano come comunità. I culti e le festività, esprimevano una visione del mondo, religiosa e umana nello stesso tempo. I riti erano la testimonianza straordinaria di un mondo lontano, arcaico e apparentemente perduto, ma che in realtà tornava a esistere, a parlarci, familiare e riconoscibile. Quel mondo riviveva nelle processioni di Ognissanti e dei defunti; nei preparativi del pranzo in onore del Santo o nella questua che chiedeva dolci e caramelle; nell’allegria contagiosa delle serenate di buon anno; o infine nell’attesa trepidante della corsa della Madonna, la mattina di Pasqua, evento simbolico di rinascita religiosa e insieme stagionale, auspicio della primavera e della sua fertilità. Quel mondo parlava di noi. Forse per questo motivo ci sembrò la scelta migliore quella di cominciare la nostra avventura editoriale proponendo l’intervista a Monaco: perché ci permetteva di definire le coordinate del nostro viaggio nelle comunità della montagna abruzzese. Le tradizioni popolari nella ricerca di Vittorio Monaco diventavano il nostro specchio, la nostra carta d’identità, fornivano il lasciapassare per accedere alla storia, alla modernità senza mai perdersi, sapendo sempre da quale cielo si provenga, da quale luogo si sia partiti. Proprio dalle tradizioni dovevamo partire per capire i luoghi, i posti, le persone che sarebbero poi diventati protagonisti di “Abruzzoèappennino”. E così andò. Tutto ha avuto inizio e trovato spiegazione, senso, significato e – oseremmo dire - ragione ultima nell’universo delle tradizioni popolari, in quel cielo abitato di presenze amiche e familiari, oscure e bizzarre, ma sempre religiosamente avvertite. Vittorio Monaco ha scritto libri appassionanti su tali argomenti. Le due edizioni di Capetiempe, Capodanni in Abruzzo (Edizioni Synapsi), la prima del 2004, la seconda del 2008 forniranno risposte e spunti di approfondimento ai lettori. Abbiamo qui voluto fornire soltanto una testimonianza della sua ricerca di studioso, nella consapevolezza come ha scritto lui stesso che “ le scorie del vecchio folclore continuano a dirci qualcosa di importante”. Perchè nella dimensione antropologica, nei riti e negli antichi usi delle nostre popolazioni si cela ancora “il segreto di qualcosa che tutti ricordano, anche quando non sanno di ricordarlo”. Vittorio Monaco, che è scomparso il 4 settembre 2009, non ci ha offerto solo una appassionata ricostruzione dei riti di Capodanno. Ha lasciato agli abruzzesi una esperienza di vita vissuta nella cultura, nella politica, nella scuola e soprattutto, una produzione poetica di grande valore: dalla prima raccolta Castagne pazze del 1977 fino all’ultima Nevèlle e altre vie, pubblicata postuma nel 2009. Poesie in dialetto e poesie in lingua lungo tutto l’arco della sua vita. Poesia in dialetto o lingua morta , come egli stesso ha scritto, cioè in quella lingua che nessuno parla e quasi più nessuno comprende, ma anche poesie in lingua, traduzioni da Ovidio o variazioni da altri poeti in quel “tuffo dal villaggio verso l’internazionalizzazione di un problema affidata allo strumento della poesia che non conosce confine tra lingua e dialettalità”. (Giannangeli) Il villaggio da cui era partito e al quale è rimasto legato in tutta la sua esistenza è Pettorano Sul Gizio. Di Pettorano Monaco ha scritto tutto quello che si poteva dire: la diaspora vissuta con l’emigrazione, la progressiva desertificazione, la fine del mondo contadino, identificata con Pasolini nella “scomparsa delle lucciole”, la definizione di una visione cosmica propria del mondo contadino come chiave di lettura del senso religioso dei molti riti di quella cultura. Ma Pettorano nella poesia di Monaco è divenuta progressivamente “Nu paese nevèlle” – Un paese da nessuna parte e dovunque contemporaneamente. Al centro di quella raccolta del 1997, “c’è un vecchio paese “contadino”, spopolato da un secolo di emigrazioni e ormai abitato solo dagli agenti naturali della rovina (la “neve”, il “vento”) e da una folla dispersa e inafferrabile di assenti. I suoi ruderi sono il segno di una storia finita, ma anche metafora di un luogo esistenziale permanente: quello della perdita e dell’estinzione. Di questo luogo l’autore si costituisce voce superstite e ne dice la desolazione e la distanza”. A buon diritto il Monaco poeta può essere considerato il cantore delle “ghost town” che sono destinate a diventare molti dei piccoli paesi della montagna abruzzese, in assenza di interventi che ne impediscano un destino di lenta ma inesorabile consunzione. Antonio Di Fonso e Antonio Carrara (da AbruzzoèAppennino n 14/2011"UN PAESE OVUNQUE - Il viaggio nella cultura popolare di Vittorio Monaco")
Vittorio Monaco
Monaco
| inviato da tabacus il 4/9/2011 alle 9:26 | |
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