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Sempre e per sempre

Pioggia e sole cambiano/
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro/
nel cuore e passano e tornano
E non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
Ricordati dovunque sei,/
se mi cercherai
Sempre e per sempre dalla/
stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi/
e tornare e perdersi ancora
E tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe/
camminare per diverse strade
O con diverse scar

pe/
su una strada sola

Tu non credere se qualcuno/
ti dirà che non sono più lo/
stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e/
mordono ma lasciano,/
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può nascondersi,/
confondersi ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre/
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre/
dalla stessa parte mi troverai
(F. De Gregori)





 

Il manifesto dell'Amministrazione comunale
25 luglio 2010
IL GRANO E LA ZIZZANIA

«Cogliete prima la zizzania e legatela a fasci per bruciarla; il grano, invece, ripone-
telo nel mio granaio».
Nella Parabola della zizzania Gesù esorta a distinguere il buon seminatore da
chi invece vuole compromettere il suo raccolto, insomma a separare il grano dalla
zizzania. Fuor di metafora, questa capacità distintiva dovrebbe essere un requisito
minimo per chi si occupa di politica, vale a dire dell’interesse del paese. Se, invece
di distinguere le questioni, queste vengono confuse in un calderone in cui trovano
facile radicamento risentimento, odio, invidia personale, frustrazione individuale e
politica, allora si gioca per annientare il paese.
Se, in occasione di un discorso pubblico, il Sindaco fa riferimento all’unità d’Ita-
lia e dichiara la sua preoccupazione per l’azione di forze politiche (nazionali!) che
lavorano per la secessione e la divisione del Paese, non si può confondere questo ri-
chiamo come un’accusa all’opposizione amministrativa a Pettorano, a meno di non
soffrire di megalomania.
Se, per il prossimo anno scolastico, c’è il rischio che la scuola materna di Petto-
rano non faccia più il tempo pieno, non si può accusare l’attuale Amministrazione,
scrivendo menzogne e facendo finta (per intorbidare le acque) di ignorare che il go-
verno Berlusconi ha tagliato indiscriminatamente fondi e personale alla scuola pub-
blica in tutta Italia!
Se si confonde il lavoro delle persone oneste, che prestano servizio all’interno
delle diverse strutture comunali o per conto del Comune, con i concetti di sperpero
di denaro pubblico e di regalie illegali, non emerge altro che il “terrorismo” sociale
e politico praticato dall’opposizione nei confronti dei singoli lavoratori.
Se si confonde il riconoscimento pubblico ad un cittadino che ha fatto il Sinda-
co di Pettorano negli anni Settanta ed ha compiuto 80 anni con un “festeggiamento
folcloristico” e privo di nobili motivazioni, ci sembra di cogliere una punta di invidia
da parte di qualche ex-sindaco e nello stesso tempo una forma di ritorsione nei con-
fronti del festeggiato, sospettato (come ai tempi del fascismo!) di non aver sostenuto
la lista perdente.
È, infine, evidente chi è il cattivo contadino, che semina la zizzania in mezzo al
grano. Tuttavia, il giorno in cui si farà il raccolto, la zizzania ed i suoi seminatori
saranno facilmente riconoscibili. È già accaduto qualche mese fa, accadrà di nuovo.
                                  L'Amministrazione comunale di Pettorano Sul Gizio



permalink | inviato da tabacus il 25/7/2010 alle 10:39 | Versione per la stampa
L'Abruzzo di Escher - mostra al castello di Pettorano
21 luglio 2010



permalink | inviato da tabacus il 21/7/2010 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
In ricordo di Vittorio Monaco
21 luglio 2010

“L’angelo del tempo trascorso”

(in ricordo di Vittorio Monaco)

E’ bello ricordare Vittorio Monaco nel contesto del Premio Filomena Carrara. Un contesto nel quale sono presenti molti amici che l’hanno stimato, apprezzato e gli hanno voluto bene. Al premio Vittorio è stato fortemente legato fin dalla prima edizione: ricordo che aveva accolto l’idea di Benigno con l’entusiasmo che solo lui sapeva esprimere per le iniziative nelle quali si coinvolgeva. E’ stato membro della giuria, del comitato organizzatore, ha collaborato alle pubblicazioni con suoi scritti e poesie.

In questa sede ci sono oggi anche persone che non hanno conosciuto Vittorio Monaco e quindi è giusto e doveroso ricordare chi è stato, quello che fatto, a prescindere dal legame che a lui ci unisce. Vittorio, soprattutto oggi che non c’è più, appartiene a un mondo più ampio di quello costituito dalla famiglia e dagli amici. Ci ha lasciato un patrimonio di scritti che appartengono all’umanità e spero tanto che saremo in grado di consegnarlo e farlo conoscere - nel modo più appropriato e opportuno - a quante più persone sarà possibile.

Era nato a Pettorano nel 1941, durante la seconda guerra mondiale. Gli anni dell’infanzia e adolescenza sono quelli difficili dell’immediato dopoguerra. Pettorano, già colpito dalla prima grande emigrazione transoceanica, è ancora un paese popoloso, intensamente animato dalle 4000 persone che ancora lo abitavano.

Pettrane eva Pettrane! Quanta gente!

La vita ruceleva ‘ma na rota,

i muerte avane diece e i nete ciente.

e ancora:

la seira eva na festa de quatrale;

la gioventù tu la truive a morre

(da Castagne Pazze, 1977)

Quella vitalità intensa, il brulicare di persone che abitavano le vie e le rue di Pettorano, Vittorio la richiamava spesso nelle passeggiate notturne per il paese: ricordava i nomi delle famiglie e dei singoli individui che avevano riempito case ormai chiuse e, ogni volta, si meravigliava delle tante persone che vivevano in abitazioni ristrettissime, fatte di una o due stanze appena. E la rua, la strada, lo slargo, diventavano inevitabilmente gli spazi costantemente animati di una vita forzatamente promiscua.

L’emigrazione, che riprendeva i suoi percorsi negli anni cinquanta, ha spopolato il paese, tanto da far dire a Vittorio:

La migrazione è stata ma na uerra:

une s’è muerte e n’autre s’è perdute.

De tanta gente che ce steva e tanta,

Pettrane s’è redotte a puache a puache,

no nu paese, ma nu Campesante.

(da Castagne Pazze, 1977)

L’emigrazione non a caso è uno dei contenuti centrali della sua poesia. Un tema molto presente nelle prime raccolte, rimasto sullo sfondo in tutta la sua produzione letteraria, per riemergere prepotentemente negli ultimi anni con la raccolta Microstorie e il saggio dedicato all’emigrazione italiana nella tradizione del canto popolare. Sembra un tornare indietro, ma in realtà Vittorio lo fa per parlare dell’oggi, quando, seguendo i percorsi attuali delle migrazioni, anche la sua “canzone” diventa “clandestina”:

cellocce spièrte, uèmmene e uejjune,

uècchie de vrite, carne de nesciune…

che

Lassa la fame e cèrca la speranza

(Canzona clandestina, in Migrazioni a cura dell’Associazione Voci e scrittura)

E per ricordarci, “se mai ce ne fosse bisogno, che ieri come oggi, nonostante l’incorporazione delle masse nella cosiddetta cultura dell’abbondanza, la povertà è grande, il digiuno non è una pratica ascetica e i viaggi della speranza non sono crociere nel Mediterraneo. E che, dietro i discorsi che parlano di migrazioni solo in termini di cifre e di statistiche, c’è la vita degli emigranti: ci sono le loro autobiografie negate”. (Microstorie, 2008)

E’ ancora l’emigrazione il tema dell’ultimo intervento pubblico di Vittorio all’Auditorium dell’Annunziata a Sulmona per la presentazione del quaderno dell’Associazione Voce e scrittura sulle Migrazioni. Un discorso bellissimo - nonostante la malattia e il dolore - nel quale emergeva, con l’abilità oratoria di sempre, tutta la forza delle convinzioni di un’intera esistenza.

Quelle convinzioni ricantate, dopo trent’anni, nella raccolta Microstorie:

vecchi versi tornati sulle carte,

(….)

Ma versi chiari, scrittura di parte,

echi di una vita ora dissolta

e sogno di una cosa ancora vera.

Nella sua giovane esistenza Vittorio Monaco aveva studiato al liceo classico di Sulmona e si era laureato in lettere a Roma con Alberto Asor Rosa, già allievo di Natalino Sapegno. Cominciò a insegnare prestissimo, per un breve periodo alla scuola media di Pettorano e poi, per vent’anni, alle scuole superiori di Sulmona (Liceo scientifico e Istituto tecnico) prima di diventare Preside dell’Istituto Tecnico dove è restato fino al pensionamento.

Vittorio Monaco “insegnante” lo è stato veramente, nel senso che ha lasciato il suo segno su generazioni di studenti di Sulmona e della Valle Peligna che sono rimasti legati a lui come ad un maestro di altri tempi. E’ stato un docente fuori dagli schemi e spesso fuori da quelle regolette che tanto infastidiscono gli studenti. Molto anarchico e qualche volta autoritario, sempre rigoroso nella sostanza dell’impegno che richiedeva nello studio. Il rigore di Vittorio Monaco, che imponeva a se stesso e agli altri, è spesso sottovalutato. La sua capacità di mettersi alla pari con gli studenti, il clima di convivialità che sapeva creare nella classe, la sua personalità forte e debordante, l’abilità con la quale sapeva affascinare l’uditorio, la sua cultura non comune, l’interesse e la passione che riusciva a suscitare negli studenti, la trasgressione un po’ ribellistica che faceva parte della sua personalità, finiscono per coprire il rigore con il quale svolgeva il suo mestiere d’insegnante. Molta comprensione e poche regole ma quelle poche regole, quelle essenziali, andavano osservate con rigore. Tra lui e la classe c’era un patto esplicito nel quale venivano definiti punto di partenza e obiettivi – gli obiettivi erano chiari e semplici: imparare a scrivere e conoscere la storia della letteratura italiana - e nel raggiungimento degli obiettivi, oggi si direbbe successo scolastico, ognuno doveva assumersi le proprie responsabilità.

Ho avuto la fortuna, insieme a tanti, di averlo per tre anni come professore al liceo e come amico e compagno negli ultimi trent'anni. Nonostante la differenza di età, era possibile essere amici di Vittorio per la sua naturale propensione a stare con i giovani e per la rara capacità di raccogliere intorno a sé e mettere in relazione generazioni diverse.

Vittorio Monaco accompagnò da subito il proprio impegno professionale con l’impegno politico e culturale, che negli anni diventò anche impegno di amministratore pubblico, oltre che culturale e letterario. Nelle diverse fasi della sua vita, queste diverse dimensioni hanno sempre convissuto, con la prevalenza ora dell’una, ora dell’altra.

Quel sogno di una cosa” lo portò nel 1968 a iscriversi al PCI di Sulmona e a quel sogno è rimasto legato in tutta la sua esistenza. Ha seguito tutta l’evoluzione del PCI fino ai DS, in un impegno politico sempre più distaccato e scarsamente convinto dell’approdo al Partito Democratico. Ci rimproverava cambiamenti troppo repentini e qualche volta sbrigativi, al contrario lui riteneva che la solida cultura della tradizione dei comunisti italiani non potesse essere liquidata senza sostituire ad essa null’altro. Non aveva atteggiamenti nostalgici, ma la ferma convinzione che la sinistra italiana dovesse avere una solida base culturale e riferimenti ideali che con la liquidazione della tradizione comunista non aveva più. Considerava intollerabili i privilegi e riteneva che l’obiettivo dell’uguaglianza non potesse essere archiviato per sempre di fronte alle ingiustizie e alle sperequazioni enormi tra gli individui. Del PCI era stato dirigente autorevole, candidato alla camera nel 1976 e, qualche volta, con orgoglio ricordava di aver raccolto in Valle Peligna, più preferenze del segretario nazionale Enrico Berlinguer, candidato capolista in quell’occasione in Abruzzo. Con il gusto del paradosso che lo caratterizzava, amava raccontare le tante esperienze delle campagne elettorali e gli scontri politici più forti; qualche volta si lamentava di aver militato in un Partito strano che aveva affibbiato a lui, che era un intellettuale, il ruolo di organizzatore di contadini. Ma Vittorio con i contadini, con gli operai e con tutti coloro che non avevano mai avuto voce, ci sapeva stare e in tante occasioni ha offerto a loro la sua voce, la sua splendida capacità di oratore brillante e instancabile.

Con il Pci, ma in una lista civica dove erano presenti anche socialisti e indipendenti, a Pettorano è stato vicesindaco (1975-80) e sindaco (1980-1987) in un’esperienza amministrativa che raccoglieva un nutrito gruppo di giovani che seppe ricollegarsi alle precedenti generazioni fatte di ex carbonai e taglialegna. Una stagione amministrativa proficua e per certi aspetti straordinaria, dove l’amministrazione pubblica non era solo fatta di opere pubbliche e servizi: era un modo di essere e fare che rompeva con il passato e rinnovava nel profondo un paese.

Vittorio avvia parallelamente una grande azione di recupero delle tradizioni culturali pettoranesi dalla Serenata di Capodanno al Testamento di Carnevale e, via via, tutte le altre. Non è, però, l’azione dello studioso, del ricercatore, è un processo più ampio, fatto di ricerca di senso, di coinvolgimento di un’intera collettività in una dimensione partecipativa, con l’obiettivo di costruire un immagine del paese dove si potesse resistere all’omologazione culturale ed evitare di concepire le iniziative culturali stesse come mero consumo.

La ricerca antropologica nasce essenzialmente dall’indagine di alcuni <<aspetti del mondo culturale della sua infanzia>> quando <<ha smesso per un momento di credere che il vecchio universo religioso della tradizione popolare rurale, (……) fossero solo bizzarrie folkloristiche. E ha voluto cercare in essi il segreto di qualcosa che tutti ricordano, anche quando non sanno di ricordarlo: la dimensione antropologica di “quel quieto abitare dell’uomo tra terra e cielo”, sostenuto “dall’abbandono alle cose e dall’apertura al mistero” (M. Heidegger, L’abbandono). >> (Capetièmpe – Capodanni in Abruzzo).

Anche la sua poesia viene fuori nell’esperienza amministrativa pettoranese.

La prima fu pubblicata nel 1976, sul giornalino “L’Aratro”, si intitolava “I tre cumpere” ed era firmata “se uejiune de l’ammenestrazione” (I ragazzi dell’amministrazione). L’anno dopo pubblicò Castagne pazze, la prima raccolta in dialetto pettoranese, quella lingua che Vittorio ha definito spesso una “lingua morta che nessuno parla e quasi più nessuno comprende”. Poi ha scritto anche molto in italiano ma non ha abbandonato mai il dialetto.

Dopo Castagne pazze Vittorio ha pubblicato: Avame pepe e re (1981); Le vie e iu’ viente (1987); Specie de vierne (1989); Paese d’òmbre (1992) Capabballe e Nevelle (1995); Viata morte per Tonino D’Aurora; Nu paése nevèlle (1997); Le canzone d’iù viènte (1999); Ai Margini (2000); In memoria di Tonino D’Aurora (2001); Vecchi Versi (2002); Ritorni (2003); Ritorni e altre vie (2004) Vie della Memoria (2006) Microstorie (2008) e, infine, Nevèlle e altre vie (2009), uscita postuma lo scorso autunno a cura di Marco Del Prete. (Altre poesie, o versioni diverse delle stesse poesie, si trovano anche in altri testi: Il fascino di un Paese, Poesie e proverbi, i libri del Premio Filomena Carrara). Una delle caratteristiche di Vittorio è la variazione: in molti dei testi pubblicati si ritrovano le stesse poesie che non sono mai uguali. C’è in Vittorio un ritorno continuo sugli stessi testi. La ricerca continua sul verso, sulla parola è il segno di un’inquietudine interna che non si risolve mai. Senza quell’inquietudine, d’altronde, non ci sarebbe stata la sua poesia.

Vi confesso che in questi giorni, pensando a come ricordare Vittorio, sono stato preso dall’ansia di voler dire tutto, ma i tanti ricordi che hanno attraversato la mia mente non potevano trovare spazio in questo breve scritto che è sicuramente pieno di omissioni. Avrei dovuto parlarvi della collaborazione alle riviste (Cronaca e Storia e Nuovi Tempi), dell’esperienza amministrativa a Sulmona, delle sue rinunce a candidarsi di nuovo, delle sue collaborazioni con il Centro studi ovidiano, il Centro studi Carlo Tresca, la Fondazione Silone, la CGIL regionale, le Associazioni culturali De Stephanis e Voci e scrittura. Me ne scuso con tutti.

Prima di concludere vorrei sottolineare due aspetti della personalità di Vittorio per me significativi e credo utili a ricostruirne la personalità ma anche l’opera.

La scrittura in Vittorio Monaco non è stata quasi mai un attività e un’esperienza solo personale/individuale, nasce quasi sempre come progetto culturale collettivo: un convegno, una rivista, una presentazione, un volume collettaneo. Vittorio ha scritto molto, ma in fondo ha scritto molto meno di quanto avrebbe potuto scrivere. La facilità, la chiarezza e la semplicità con le quali sapeva raccontare, gli avrebbero consentito di scrivere molto di più di quanto abbia fatto, eppure, sembra paradossale, in lui c’era un certa ritrosia a scrivere, lo faceva volentieri ma se quel suo impegno era parte di un impegno collettivo. Il libro Capetièmpe – Capodanni in Abruzzo, al contrario di quello che si potrebbe pensare, è nato solo perché glielo abbiamo richiesto, un gruppo di amici lo ha sollecitato a farlo. In fondo anche la sua poesia è nata in questo modo e la poesia in una fase successiva è stato l’unica scrittura alla quale si è dedicato come espressione individuale.

Vittorio non aveva mai un atteggiamento negativo. Lui che pure non risparmiava giudizi nettissimi e stroncature senza appello, aveva molta comprensione per la storia e le vicende biografiche delle persone cha aveva di fronte. Aveva una grande capacità di cogliere un aspetto, una qualità, un’attitudine da valorizzare nell’altro. Ricordo che quando nelle prime edizioni di questo premio si trattava di valutare poesie che qualche volta non erano propriamente opere d’arte, Lui si metteva lì a convincerci che in fondo c’era un verso, un’espressione o una parola appena che secondo lui erano di grande efficacia e che quindi la poesia meritava di essere menzionata. Faceva così in tutte le cose. Quel modo di fare, che qualche volta mi era sembrato una ricerca di mediazione a tutti i costi, ho scoperto nel tempo essere una qualità eccezionale, di grande apertura all’altro. E in questo Vittorio, come ha scritto don Raffaele Garofalo, “era un ottimo lettore dell’animo di chi gli era di fronte, sapeva trarre da ognuno ciò che voleva e su ognuno riversava la parte di sé che l’interlocutore ‘poteva’ accettare”.

Mi piace concludere questo ricordo con la citazione da un racconto di Erri De Luca. Scrive Erri De Luca: “i libri sono il sempre. Chi li scrive può credere di lasciarli ai contemporanei, ai posteri, ma mentre scrive tutto il passato è dietro le spalle a leggere. Se non c’è questo angelo del tempo trascorso, se non c’è il suo artiglio sul collo del poeta, le sue parole sono subito cenere”. Dietro le parole di Vittorio, nei suoi libri, nei suoi versi, c’è sicuramente l’angelo del tempo trascorso ed “è stato bello per me girare la pagina letta e portare lo sguardo in alto a sinistra, dove la storia (della nostra esistenza), continuava”…..

Roccaraso, 18 luglio 2010 (Antonio Carrara)



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permalink | inviato da tabacus il 21/7/2010 alle 6:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Consiglio comunale il 22 luglio
15 luglio 2010
Il Sindaco ha convocato il consiglio comunale il giorno 22 luglio alle ore 20,30 per discutere il seguente ordine del giorno:
1. Linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato amministrativo 2010-2015.

Chi vuole consultare o scaricare il documento può farlo dal sito del Comune  o dal sito dell'Associazione Culturale Pietro De Stephanis che qualcuno, puerilmente,  fa finta di ignorare ma che, al contrario svolge un' utilissima funzione per tutti i Pettoranesi, anche per quelli della minoranza, i quali, durante la campagna elettorale, hanno attinto copiosamente dal sito della de Stephanis e da questo blog.



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Muntagninjazz anche a Pettorano
11 luglio 2010
Il IV festival internazionale "Muntagninjazz", che si tiene dal 2007 a Introdacqua, quest'anno approda anche a Pettorano. Sono previsti due appuntamenti, il 9 e 11 agosto, curati dall'Associazione Culturale "Itinerari" e inseriti nel cartellone estivo del Comune di Pettorano.




permalink | inviato da tabacus il 11/7/2010 alle 8:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'amministrazione comunale festeggia Benigno Suffoletta
8 luglio 2010
    L’amministrazione comunale di Pettorano Sul Gizio sabato 10 luglio, alle ore 18,00, presso la sala consigliare festeggia Benigno Suffoletta per i suoi ottant’anni.
    Benigno Suffoletta è stato sindaco del paese dal 1975 al 1980, guidando, da socialista, una lista civica composta da comunisti, socialisti e indipendenti. Una stagione amministrativa proficua, che coinvolse tanti giovani, cambiò un modo di essere e fare amministrazione, realizzò numerose opere pubbliche, avviò il recupero del Centro storico e creò le condizioni per colmare quello che allora veniva definito il “ritardo storico” in cui versavano il paese e soprattutto le frazioni.
    Benigno Suffoletta da tanti anni vive a Pescara, nella sua attività imprenditoriale ha operato a Roccaraso, Pescara, Sulmona, ma ha sempre conservato un legame intenso e particolare per Pettorano che non si è esaurito nell’esperienza amministrativa. Da 18 anni, insieme alla sua famiglia ha istituito e organizza il premio “Filomena Carrara”, la cui manifestazione conclusiva si è tenuta per alcuni anni a Pettorano, poi a Sulmona, di nuovo a Pettorano e negli ultimi anni a Roccaraso. Il premio tra gli altri meriti ha avuto quello di stimolare studi, ricerche e espressioni artististiche (poetiche e letterarie) su Pettorano che hanno trovato spazio nelle pubblicazioni annuali curate dall’organizzazione del Premio. Nella giuria del premio e nella cura delle pubblicazioni ha dato un suo contributo preziosissimo Vittorio Monaco, recentemente scomparso, al quale per la sua attività politica, amministrativa, culturale e artistica, il nostro paese deve molto.
    Negli ultimi anni Benigno Suffoletta ha dato alle stampe alcuni libri di memorie, dove la centralità autobiografica non gli ha impedito di descrivere avvenimenti e personaggi che hanno caratterizzato la vita di Pettorano, contribuendo a salvare dall’oblio un pezzo di memoria del nostro Paese. La grande vitalità di Benigno Suffoletta ha trovato un ulteriore espressione nelle arti figurative. Da alcuni anni si dedica con passione alla pittura destinando principalmente le sue opere agli amici. Una prima rassegna della sua produzione artistica ha dato vita lo scorso anno alla personale organizzata presso la libreria Edison di Pescara.
    L’omaggio che sabato l’amministrazione comunale dedica a Benigno è un piccolo segno della stima, dell’affetto e della considerazione che la comunità pettoranese nutre nei confronti di uno dei suoi figli.



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Consiglio comunale il giorno 8 luglio
2 luglio 2010
Il Sindaco ha convocato il consiglio comunale il giorno 8 luglio alle ore 20,30 con il seguente ordine del giorno:
1. Approvazione verbale seduta precedente;
2. Approvazione rendiconto di gestione esercizio finanziario 2009;
3. Ratifica delibera di giunta n 74 del 27.5.2010: variazione di bilancio per manutenzione straordinaria campo di calcetto;
4. Approvazione regolamento procedimento amministrativo;
5. Approvazione regolamento per l'esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi;
6. Individuazione delle zone del territorio comunale non metanizzate; criteri per usufruire della riduzione del prezzo del gasolio e gpl di cui all'art. 8 comma 10 della Legge 488/98 e s.m.i., a seguito della pubblicazione della Legge Finanziaria 2010; conferma e ricognizione.
7. approvazione ordine del giorno per il comune di Camigliano (CE).



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AMICI DEL RICICLO
30 giugno 2010

Il Comune di Pettorano sul Gizio e la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio promuovono la costituzione di una comunità di interesse attiva denominata “AMICI DEL RICICLO”, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare gli abitanti sui vantaggi economici ed ambientali di una corretta gestione dei rifiuti.

Gli “Amici del Riciclo” sono un gruppo di persone di riferimento che si intendono coinvolgere per organizzare iniziative ed eventi a sostegno dell’ambiente attraverso la riduzione della produzione dei rifiuti e la  promozione della raccolta differenziata.

Coloro che, fra gli “Amici del Riciclo”, saranno interessati a partecipare attivamente, mettendo a disposizione parte del loro tempo libero, alle iniziative di comunicazione organizzate dal Comune e dalla Riserva Naturale, costituiranno la rete di educatori ed informatori ambientali, riceveranno una adeguata formazione sui temi della raccolta differenziata, del riciclo dei rifiuti e del compostaggio domestico, una pettorina ed un kit di attrezzature da utilizzare durante le attività divulgative.

Il progetto vuole far nascere a livello cittadino un gruppo di attenzione, ovvero una comunità di interesse alle problematiche legate alla gestione quotidiana dei rifiuti.

Ritrovarsi in una squadra, soprattutto quando si è soggetti attivi della scelta, rafforza le motivazioni della stessa e rende ognuno più consapevole delle proprie responsabilità.

Per aderire sarà sufficiente inviare o per fax (0864.487006) o per email(info@riservagenzana.it) o consegnare a mano presso gli uffici della Riserva Naturale, una richiesta in carta semplice che indichi: nome, cognome e contatti (telefono, email) entro il 20 luglio 2010.




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Convegno sull'ingegneria naturalistica a Pettorano
21 maggio 2010
Sabato 22 maggio prossimo alle ore 10, 00 presso il Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio si terrà il Convegno "Esperienze di Ingegneria Naturalistica nella Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio". Nel corso del Convegno saranno illustrate le tecniche di ingegnerie naturalistica applicate presso il laghetto Vitto Massei per l’incremento della biodiversità e sarà presentato il Quaderno sul cantiere didattico "Grata viva di versante" che si è tenuto a Pettorano sul Gizio in collaborazione con l'Associazione Italiana Per l'Ingegneria Naturalistica - Gruppo Promotore Abruzzo.

Insieme al vice-sindaco di Pettorano, Pasquale Franciosa, e all’assessore all’ambiente Stefano D’Amico, al convegno interverranno Valentina Lucci, direttore della Riserva Naturale Monte Genzana e Alto Gizio; Lino Ruggieri, Responsabile Gruppo Promotore AIPIN Abruzzo; Paolo Cornelini Vice Presidente AIPIN Nazionale; Cesare Crocetti socio AIPIN.

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Conferenza di Fabrizio Galadini sulla sismicità dell'area peligna e mitigazione del rischio
10 maggio 2010


Sulla rete trovate ampia documentazione dell'attività del dott. Galadini, io vi segnalo l'articolo che scrisse lo scorso anno per AbruzzoèAppennino.

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Consiglio comunale il 15 maggio
6 maggio 2010
Il Sindaco ha convocato il consiglio comunale il giorno 15 maggio 2010 alle ore 9,00, con il seguente ordine del giorno:
1. Approvazione verbali seduta consiliare precedente;
2. Approvazione indirizzi per la nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende e Istituzioni;
3. Nomina rappresentante del Comune al Consiglio della Comunità Montana Peligna;
4. Nomina commissione comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari;
5. Rinnovo convenzione per la gestione congiunta del servizio di segreteria comunale tra i Comuni di Raiano e Pettorano Sul Gizio;
6. Approvazione relazione previsionale e programmatica 2010-2012, bilancio di previsione esercizio 2010, bilancio pluriennale 2010-2012 e atti collegati;
7. Assegnazione deleghe a vicesindaco e assessori: comunicazione.



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Convegno: l'ornitologia nelle aree protette abruzzesi
5 maggio 2010


In occasione di “Voler Bene all’ Italia”, la festa dei piccoli comuni italiani che quest’anno è dedicata alla biodiversità, la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio organizza il convegno “L’ornitologia nelle aree protette abruzzesi: esperienze a confronto”.
Scopo del convegno è fare un quadro delle più significative esperienze delle aree protette abruzzesi sul tema dell’ornitologia. Verranno infatti presentati lavori che riguardano l’ecologia e l’etologia, la conservazione, le minacce, i monitoraggi, le metodologie analitiche applicate e le tecniche GIS di supporto agli studi degli uccelli.

Il Convegno si svolgerà nella splendida cornice del Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio sabato 8 maggio a partire dalle ore 15.00 e vedrà coinvolti i massimi esperti abruzzesi di ornitologia provenienti dalla principali aree protette regionali.

Programma Convegno

L’ORNITOLOGIA NELLE AREE PROTETTE ABRUZZESI: ESPERIENZE A CONFRONTO

Pettorano sul Gizio - Castello Cantelmo
8 maggio 2010 – Ore 15.00


SALUTI
Giuseppe Berarducci (Sindaco di Pettorano sul Gizio)
Stefano D’Amico (Assessore all’ambiente di Pettorano sul Gizio)
Valentina Lucci (Direttore Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio)

INTERVENTI

Mauro Fabrizio, Antonio Monaco - (Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio)
Monitoraggio ornitologico nella Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio
SOA - LIPU - UTB di Castel di Sangro - WWF Abruzzo
Il monitoraggio del Nibbio reale in provincia di Chieti
Eliseo Strinella (Corpo Forestale dello Stato – Ufficio territoriale per la biodiversità di L’Aquila)
Analisi sulla comunità ornitica del Lago di Campotosto nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
La cultura del recupero e la preparazione delle pelli per fini scientifici, attraverso il Museo-Collezione dell’avifauna in Abruzzo
WWF - Oasi WWF Lago di Penne, Oasi WWF Sorgenti del Pescara, Oasi WWF Gole del Sagittario, Oasi WWF Calanchi di Atri, Univ. Siena - dpt Scienze Ambientali, IAAP-WWF
Costruire una rete di siti per il biomonitoraggio dei contaminanti attraverso gli uccelli
Francesca Di Bartolomeo (Parco Naturale Regionale Sirente Velino)
Il recupero di avifauna ferita: aspetti medico-veterinari nelle procedure di intervento. Alcuni dati di specie rinvenute nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino tra il 2005 e il 2009
Oasi WWF Gole del Sagittario - IAAP-WWF - UTB Castel di Sangro
Studi ornitologici dell’Oasi WWF Gole del Sagittario realizzati in collaborazione con l’UTB di Castel di Sangro
Mauro Bernoni
Monitoraggio ornitologico nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise tra il 1987 ed il 2009
Parco Nazionale della Majella
Aggiornamento sullo stato delle conoscenze dell'avifauna nel Parco Nazionale della Majella
Monitoraggio del Piviere tortolino nel Parco Nazionale della Majella
Carlo Artese, Federico Striglioni, Marcello Maranella (Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga)
Azioni di monitoraggio e ricerche propedeutiche alla redazione del Piano di gestione della ZPS Gran Sasso-Laga
Parco Naturale Regionale Sirente Velino - SOA - UTB di Castel di Sangro
Il monitoraggio degli uccelli rupicoli e della Coturnice nel Parco Sirente-Velino
SOA - WWF Abruzzo - Area Marina Protetta Torre del Cerrano
Il Fratino in Abruzzo




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25 Aprile: due ultime lettere di Renato Molinari, condannato a morte della Resistenza
25 aprile 2010
10.3.45
Mia buona amica,
grazie della vostra serena amicizia. Vi sarò grato se rileggerete e ordinerete le cose mie (poesie e romanzo). Scrivetene ai miei quando potrete.
Sarò fucilato stasera.
Muoio serenamente come onestamente ho sempre vissuto.
Renato Molinari

Franca mia cara,
speravo ormai nella grazia; invece sono compreso nella fucilazione di un gruppo di ostaggi.
Fatevi coraggio
Credo in Dio. Il mio sangue lo offro perla vostra felicità e per l’avvenire della nostra povera Patria.
Sono confessato e comunicato.
Ti ho dato ben poca felicità; te ne avrei saputa dare molta di più se fossi tornato a te, col tesoro di quei 5 anni di sofferenze e di esperienze.
Sta certa che pregherò di lassù per voi.
Dedicati TUTTA alle nostre bambine.
Fai coraggio ai miei e ai tuoi.
Ti bacio tanto tanto.
Tuo per l’eternità
Renato
Che i miei amici mi ricordino!...”
 
(Da Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza - 1943-1945, a cura di Mimmo Franzinelli, Mondadori, 2005)

Le lettere e una biografia di Renato Molinari si possono leggere sul sito dell Istituto storico della resistenza e della società contemporanea nel Novarese e Verbano-Cusio-Ossola "Piero Fornara"

o sul sito ultimelettere dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione



permalink | inviato da tabacus il 25/4/2010 alle 8:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il Presidente Napolitano sul 25 Aprile
25 aprile 2010
Il 25 aprile è non solo Festa della Liberazione: è Festa della riunificazione d’Italia

"Mai in queste celebrazioni, e dunque nemmeno in quella di oggi, si può smarrire il riferimento ai fatti, al vissuto, a quel che fu un viluppo di circostanze concrete, di dilemmi, di scelte difficili, di decisioni coraggiose e costose, di sconfitte e di successi; non si può mai smarrire il riferimento a tutto ciò, rinunciare a ricostruire e tramandare costantemente quelle esperienze reali, se non si vuole ridurre il movimento di Liberazione a immagine sbiadita o ad oggetto di dispute astratte". Così il Presidente della Repubblica nel discorso celebrativo del 65° anniversario della Liberazione alla Scala di Milano.

Il Capo dello Stato, nell'occasione, ha ricordato i tanti protagonisti della resistenza a Milano e reso omaggio a Sandro Pertini: "L'omaggio che gli rendo vorrei fosse però incitamento ed auspicio per un nuovo, deciso impegno istituzionale, politico, culturale, educativo diretto a far conoscere e meditare vicende collettive ed esempi personali che danno senso e dignità al nostro essere italiani come eredi di ispirazioni nobilissime, di insegnamenti altissimi, più forti delle meschinità e delle degenerazioni da cui abbiamo dovuto risollevarci. Un impegno siffatto è mancato, o è sempre rimasto molto al di sotto del necessario. Abbiamo esitato, esitiamo a presentare in tutte le sue luci il patrimonio che ci ha garantito un posto più che degno nel mondo: esitiamo per eccessiva ritrosia, per timore, oltre ogni limite, della retorica e dei miti, o per sostanziale incomprensione del dovere di affermare, senza iattanza ma senza autolesionismi, quel che di meglio abbiamo storicamente espresso e rappresentiamo".

Per il Presidente Napolitano "con la Resistenza, di fronte alla brutalità offensiva e feroce dell'occupazione nazista, rinacque proprio l'amore, il senso della patria, il più antico e genuino sentimento nazionale. Il 25 aprile è non solo Festa della Liberazione : è Festa della riunificazione d'Italia. Dopo essere stata per 20 mesi tagliata in due, l'Italia si riunifica, nella libertà e nell'indipendenza. Se ciò non fosse accaduto, la nostra nazione sarebbe scomparsa dalla scena della storia, su cui si era finalmente affacciata come moderno Stato unitario nel 1861, con il compimento del moto risorgimentale. Se nella Costituzione possono ben riconoscersi - come dissi celebrando il 25 aprile due anni orsono a Genova, e come voglio ripetere - anche quanti vissero diversamente dai combattenti della libertà i drammatici anni 1943-45, "anche quanti ne hanno una diversa memoria per esperienza personale o per giudizi condivisi", è perché la Carta approvata nel '47 sancì - dandovi solide basi democratiche - una rinnovata identità e unità della nazione italiana.
Mi auguro - ha sottolineato il Presidente - che in questo spirito si celebri il 65° anniversario della Liberazione e Riunificazione d'Italia".




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Il consiglio comunale del 23 aprile
25 aprile 2010
    Il consiglio comunale si è svolto con la presenza di tutti i consiglieri comunali. I consiglieri di minoranza hanno rinunciato al proposito annunciato di non partecipare ai consigli. Credo che abbiano fatto la scelta giusta e voglio dargliene pubblicamente atto, così come ho fatto nella seduta del consiglio.
    In apertura di seduta i consiglieri hanno presentato un nuovo documento ribadendo le proprie posizioni e il Sindaco ha dato lettura della lettera inviata al Prefetto dell'Aquila nella quale si forniscono le informazioni richieste, si ribadisce la posizione dell'amministrazione sulla corretezza degli atti adottati e si manifesta la disponibilità a riconvocare il consiglio su richiesta esplicita del Prefetto, al solo fine di ristabilire rapporti più sereni tra maggioranza e minoranza. Ne è seguito un dibattito nel corso del quale maggioranza (con gli interventi del Sindaco, di Carrara e Marzuolo)  e minoranza  (con gli intereventi di Panté, Oddi e Tortis) hanno riproposto le reciproche posizioni.  La civile discussione che si è svolta in consiglio credo che sia stata utile a tutti per chiarire lo svolgimento dei fatti e mi auguro che possa contribuire a mettere la parola fine sullo svolgimento della prima seduta del consiglio comunale.
   La discussione dei punti all'ordine del giorno, la riassumo con grande sintesi. E' stata votata una delibera che recepisce la legge regionale 16 e che darà la possibilità temporanea (entro il prossimo anno) ai cittadini pettoranesi di poter ampliare la propria abitazione o eventualmente demolirla e ricostruirla. Ci sono ovviamente limiti e prescrizioni e su questo ritornerò più diffusamente per offrire una migliore informazione. La delibera è stata approvata con il voto contrario della minoranza. Con il voto della maggioranza e l'astensione della minoranza sono state confermate le aliquote dell'addizionale IRPEF e dell'ICI per l'anno 2010. 



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Il consiglio comunale discusso
23 aprile 2010
Alcuni commentatori del blog mi hanno chiesto di chiarire la vicenda del consiglio comunale di insediamento, contestato dai consiglieri di opposizione. Le informazioni essenziali e la chiave di lettura, sia pure nell'esagerazione di uno scritto ironico, le ho fornite nel precedente post. Ho ritenuto di farlo in quel modo anche perché i tecnicismi che sono in discussione sono piuttosto noiosi e non appassionano più di tanto i lettori. Aggiungete che in Italia è sempre possibile trovare una sentenza o un'interpretazione che dice tutto e il contrario di tutto e allora tutto diventa oltre che noioso, oscuro.
Nonostante ciò, per rispetto di chi l'ha chiesto, provo a riepilogare e fornire le informazioni necessarie per chi vuole farsi un'idea più compiuta.

1.  Il Sindaco, Giuseppe Berarducci,  proclamato eletto il giorno 30 marzo 2010, ha provveduto a convocare la seduta del primo consiglio comunale in data 1 aprile per il giorno 10 aprile, così come prevede l’art. 40 del decreto legislativo 18.8.2000, n 267 (La prima seduta del consiglio comunale e provinciale deve essere convocata entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione e deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione).
Gli argomenti posti all’ordine del giorno del consiglio sono stati unicamente ed esclusivamente quelli previsti dalla legge: 1. Verifica cause di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità; 2. giuramento del sindaco; 3. comunicazione del sindaco sulla nomina della giunta.

2. Il giorno 10 all’apertura della seduta del consiglio comunale era presente in aula e ha partecipato alla prima parte del consiglio un solo consigliere di minoranza, Carmelo Pantè , che ha chiesto di leggere una lettera, indirizzata al Sindaco, al Segretario comunale e al Prefetto, nella quale si lamentava sostanzialmente la irregolarità nella convocazione del consiglio per il fatto di aver ricevuto la notifica dell'avviso di convocazione il giorno 6 aprile.  Il  consigliere Panté  durante la discussione del primo punto all'ordine del giorno ha abbandonato la seduta. Gli altri  tre consiglieri di minoranza, Floriano Tortis, Schiappa Antonio, Oddi Franco, che erano tutti e tre presenti nella sede municipale, hanno preferito non partecipare al consiglio.

3. Nella lettera, che è stata allegata alla delibera e inviata dal Sindaco al Prefetto, i consiglieri di minoranza sostengono le seguenti tesi: a) rilevano la violazione dell'art. 34 dello Statuto comunale e dell'art. 2 del regolamento del consiglio, in quanto l'avviso di convocazione è stato loro consegnato in data 6 aprile 2010; b) contestano che l'ordine del giorno non è conforme alle previsioni dell'art. 3 del regolamento del consiglio in riferimento "alla discussione e approvazione degli indirizzi generali di governo"; c) ritengono insanabilmente nullo lo svolgimento della seduta del Consiglio comunale.

In merito alle questione sollevate dai consiglieri di minoranza personalmente penso:

1. Il consiglio è stato convocato dal Sindaco nel rispetto assoluto della legge sia per quanto riguarda i tempi che l'ordine del giorno. Il comportamento dei consiglieri di minoranza , quindi, è puramente strumentale in quanto la presunta violazione dell’art. 34 dello statuto comunale e dell’art. 2 del regolamento del consiglio comunale, a causa dell’avviso di convocazione consegnato in data 6 aprile 2010, non ha impedito a nessuno dei consiglieri di essere presente.  Per  autonoma scelta hanno preferito non partecipare alla seduta del consiglio.

2. Non c'è stata nessuna violazione dell'art. 34 dello Statuto, in quanto, come ha chiarito il Sindaco nella prima seduta del consiglio, Il testo unico sugli enti locali ha previsto all’art. 46, comma 3, che “Entro il termine fissato dallo statuto, il sindaco o il presidente della provincia, sentita la giunta, presenta al consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.”. Infatti lo Statuto comunale, modificato nell’anno 2005, ha recepito l’art. 46 del Testo Unico provvedendo a disciplinare dettagliatamente le modalità di presentazione delle linee programmatiche che devono essere presentate entro 90 giorni dal consiglio di insediamento. Quindi i consiglieri comunali di minoranza non devono fare riferimento all’art. 34 dello Statuto ma all’articolo 35 che tra l’altro valorizza la funzione del consiglio e dei singoli consiglieri che hanno la possibilità di prendere visione del documento presentato dal Sindaco con largo anticipo, possono presentare eventuali emendamenti e discuterlo in una apposita seduta del consiglio comunale.

3. Se il Sindaco avesse aderito alla richiesta dei consiglieri di minoranza, che hanno sollevato le presunte violazioni solo nel corso della seduta del 10 aprile, avrebbe commesso una sicura violazione dell’art. 40, comma 1, del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali che stabilisce il termine perentorio di 10 giorni per la convocazione della prima seduta del nuovo consiglio comunale. Poiché la proclamazione degli eletti è avvenuta il giorno 30 marzo, il termine ultimo per la convocazione del consiglio era il giorno 9 aprile.

Aggiornamenti.


In data 14 aprile i consiglieri di minoranza hanno scritto al Prefetto dell'Aquila una lettera nella quale sostanzialmente ribadiscono quello che avevano già scritto nella nota che era stata inviata   anche dal Sindaco. In più,  chiedono un esplicito intervento del Prefetto, comunicano che in attesa di una decisione nel merito non parteciperanno ai consigli comunali e si riservano di adire le autorità giurisdizionali competenti (TAR NdR).

Commento finale.
Come vedete le questioni giuridiche sono sempre molto complesse. Per quanto mi riguarda io ritengo che sarebbe meglio badare alla sostanza. E la sostanza dice che nessuno voleva impedire ad alcuno  di partecipare al consiglio comunale e, infatti, tutti hanno avuto la possibilità di  parteciparvi senza problemi. Consiglierei ai consiglieri di minoranza di sotterrare l'ascia di guerra, partecipare ai consigli, fare la loro legittima opposizione alle posizioni della maggioranza e lasciar perdere le autorità giurisdizionali che sono solo una inutile perdita di tempo  e di soldi, per loro, per noi e per la collettività tutta. In una vicenda di questo tipo credo che non ne valga assolutamente la pena. Come dire, il gioco, in questo caso, non vale la candela.







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Consiglio comunale il 23 aprile
19 aprile 2010
Il Sindaco ha convocato il consiglio comunale di Pettorano Sul Gizio il giorno 23 aprile alle ore 20,00 per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
1. Approvazione verbale seduta precedente;
2. Nomina commissione elettorale;
3. Legge regionale 19.8.2009, n 16: interventi a sostegno del settore edilizio. Adempimenti ex art. 12. Determinazioni.
4. Aliquota addizionale comunale IRPEF anno 2010. Conferma
5. Determinazione aliquote ICI anno 2010. Conferma.
6. Verifica aree fabbricabili da destinare a residenza e attività produttive e terziarie anno 2010.



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Lettera aperta di Elio Sbaraglia
19 aprile 2010
L'amico Elio Sbaraglia mi ha inviato la lettera aperta, a eletti e elettori, che pubblico integralmente.

In varie parti della Lucania, dove la credenza nel lupo del grano è particolarmente forte, tutti han paura di tagliare l’ultimo grano perché dicono che vi è seduto dentro il lupo; ogni mietitore si sforza, quindi, quanto puo’ a non restar l’ultimo e ogni donna ha paura di legare l’ultimo covone perché ci sta dentro il lupo. L’ultimo gruppo di spighe in piedi si chiama esso stesso il lupo e l’uomo che lo taglia ha preso il lupo

    Una sorta di continuità ideale con il racconto di ormai lontane “campagne” amm.ve (si, quelle delle “tre spighe”) affida oggi alla componente del centro storico ( Antonio, Pasquale e Stefano, i “mietitori” della campagna appena conclusa) due compiti.
1. Continuare a macinare sentimenti di appartenenza condivisi anziché risentimenti, preferire cioè relazioni funzionali agli interessi della comunità anziché relazioni “causali”: mettersi insieme a tizio perché è contro caio è la logica di chi nega ogni funzione di senso alla politica come la via per condividere “valori”, per esercitare la critica senza per questo arruolarsi alla pattuglia dei “contras”. Siamo ancora in tanti a crederlo.
2. Una ricomprensione rigorosa e razionale dell’esperienza di vita di Vittorio, dell’uomo pubblico, delle sue interazioni concrete che hanno arricchito la storia della nostra comunita’. Antonio, Pasquale e Stefano sono attrezzati politicamente e culturalmente per farlo al meglio nei prossimi 5 anni. Titoli conquistati sul campo con serietà, non sono il frutto di fantasiosi assi ereditari, come sostiene Fausto.
La poesia di Vittorio, al contrario, apre nuovi orizzonti alla riflessione di tutti i pettoranesi. Quella di “NEVELLE e altre vie” offre la carica energetica per resistere all’intemperanza delle passioni e alla tentazione di un frettoloso revisionismo antropologico. Siamo stati semplicemente “compagni di canzoni”, non di canzonette. Una differenza non di poco conto.

Dentro le forme della poesia e della musica ci incontriamo e ci conosciamo .
Lo abbiamo fatto il 1° Aprile a Sulmona in occasione dello splendido concerto che Michele Avolio ha voluto dedicare a Vittorio. Suoni autentici incorporati nel segno linguistico del dialetto pettoranese sono tornati ad essere lingua viva, a produrre emozioni reali vissute in una dimensione “comunitaria”. Grazie Michele.

L’augurio di una “vana sopravvivenza” fatto con una punta di supponenza non amichevole ( appunto, da contras) da una parte e l’elezione di Josè a sindaco dall’altra, motivano l’impegno del PD pettoranese : contribuire a mandare “abballe pe’ l’acqua” le tante fesserie gridate in nome della “rinascita” del paese. Qualcuna sussurrata anche sul mio conto (i maligni, si sa, solitamente sono costosi senza essere preziosi).
Brevissime ed “amichevoli” considerazioni in proposito.
- Ho conosciuto e frequentato “forma Torta” solo ai tempi del compianto vice-sindaco delle “tre spighe” (sempre le stesse!), Arturo Di Censo.
Evidentemente Fausto – nel frattempo diventato assiduo frequentatore delle mappe catastali di “via Tortis” – confonde le due cose.
- Lo spazio, quello delle frazioni; il genere, quello femminile, sono la via per costruire in futuro nuovi percorsi di rinnovamento amm.vo. Il mio, naturalmente, è solo un punto di vista estetico maturato proprio durante la straordinaria campagna delle scorse settimane. Una categoria meta-politica, una presa d’atto, per certi versi dolorosa, che la centralità della piazza ha una ridotta valenza “affettiva”.
- Il riferimento a Sant’Agostino – chi comincia con il contare comincia sempre con l’errare – resta laicamente pertinente:

- per dare alla saggezza il tempo di intervenire;
- per evitare di confondere il movimento del nostro Gizio con il movimento del suo letto;
- per dire oggi insieme ai 527 elettori ( ed elettrici) del Mulino ( non sono numerabili come le noci):
brilla al secondo posto chi al primo si offusca”.
Le comuni finalità si raggiungono per tentativi, dove il senso e il caso si provocano a vicenda. La provocazione al consiglio comunale di sabato 10 aprile, ad esempio, induce a coltivare un ottimismo empirico. Nei saluti alla festa dell’insediamento è stato sottolineato senza spirito polemico: un doveroso richiamo alla serietà. Non c’è luogo della verità ( sia esso la piazza o la villetta) da cercare costi quel che costi, magari spezzando i rapporti umani. Legami costruiti nella vita e nella storia danno un senso al sostegno ad Antonio, Pasquale e Stefano. Il voto è l’esercizio che ci impegna a ricercare sempre un nesso di natura “logica” ; nel caso del Mulino é “ in veste di vittoria dal colore rosa acceso “, lo stesso di un famoso capolavoro di Piero della Francesca ( un “rosa novello” come non si era mai visto prima in pittura). L’accostamento non vuole essere provocatorio: il dipinto sta a significare il trionfo della fede nella resurrezione. Secondo le parole dell’apostolo Paolo, la fede ha bisogno però di un “Logos” liberato dalle glosse (annotazioni o postille) a statuti e regolamenti.
Bisogna dunque lavorare, lentamente e gradualmente, per affermare il primato della ragione. Un avversario intelligente – elaborata più serenamente la sconfitta, sono d’accordo – giova ad affrontare meglio i problemi reali della comunità più di mille seguaci incapaci.

Pettorano, aprile 2010                                                        Elio Sbaraglia



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Notizie semiserie 2
12 aprile 2010
    Sabato nel corso della prima seduta del consiglio comunale i consiglieri di minoranza, che erano tutti presenti nella sede municipale, hanno deciso di non partecipare alla seduta del consiglio. O meglio uno , il candidato sindaco non eletto, ha partecipato, ha letto un foglietto e, dopo la discussione del primo punto all' ordine del giorno, ha abbandonato l'aula. Abbiamo letto comunicati stampa in cui vengono denunciate violazioni dello Statuto e irregolarità. Il Sindaco e l amministrazione comunale hanno replicato che si tratta di capricci da campagna elettorale. Siccome non è successo nulla e il comportamento della minoranza ci è sembrato decisamente sproporzionato rispetto all' accaduto, abbiamo cercato di indagare e capire meglio. Ci sono state proposte diverse spiegazioni.
La prima. Pare che il consiglio comunale sia stato convocato il giorno 1 aprile e che in quanto tale i consiglieri di minoranza lo abbiano considerato uno scherzo, un pesce d' aprile, e quindi non lo hanno preso sul serio. Quando si sono resi conto che invece il consiglio era vero e che loro erano minoranza non l' hanno presa proprio bene e hanno cercato di rinviare il consiglio. Hanno chiamato lo staff, con consulenti legali ed esperti vari, ed hanno congegnato una lettera in cui chiedono  al Sindaco di inviare al Prefetto la lettera stessa per i provvedimenti conseguenti. Quali siano questi provvedimenti conseguenti nessuno lo sa. Pare che il prefetto, siccome non siamo a scuola, non può darci le bacchettate,  e quindi non può fare nulla.
La seconda.  Pare che l' avviso di convocazione, benché firmato dal sindaco il 1 aprile, non era un pesce d' aprile ma una convocazione vera. Il messo comunale, tratto in inganno da quella data poco verosimile per una cosa seria, l' ha considerato in un primo momento uno scherzo, anche perchè non era facile reperire i consiglieri di opposizione nei giorni immediatamente successivi al voto. Successivamente si è reso conto che  non era uno scherzo e ha notificato  l' avviso di convocazione del consiglio ad alcuni consiglieri, tra cui quelli di minoranza, dopo le feste di Pasqua.  I consiglieri di minoranza si sono solertemente riuniti, hanno chiamato il solito staff, con consulenti legali ed esperti vari, ed hanno preso atto che l' avviso di convocazione del consiglio era giunto con un giorno di ritardo, 4 giorni prima anziché 5. Hanno valutato che i 4 giorni a disposizione erano troppo pochi e quindi non sufficienti per prepararsi adeguatamente alla discussione degli argomenti posti all' ordine del giorno, che richiedevano ben altro impegno e tempo a disposizione. Gli argomenti erano del tutto imprevisti e il giorno della convocazione era piuttosto bizzarro per persone serie e che lavorano. Pensate voi che il Sindaco aveva avuto l' ardire di convocare il consiglio il sabato pomeriggio, nel momento in cui tutte le persone serie hanno ben altro da fare che partecipare ad un consiglio comunale. Pare che qualcuno degli esperti abbia provato a dire timidamente che gli argomenti all'ordine del giorno sono quelli previsti dalla legge: convalida degli eletti; giuramento del sindaco; comunicazione del sindaco sulla nomina della giunta. Ha provato anche a spiegare che gli argomenti non prevedevano una grande preparazione  della discussione, anche perchè la discussione praticamente non era prevista.  Inoltre, sosteneva uno degli esperti consultati più ragionevole  degli altri, gli argomenti sono quelli previsti dalla legge non se li è inventati "Josè" e la legge esiste da qualche anno non è una novità degli ultimi 4 giorni. Chi si presenta alle elezioni normalmente lo sa, non è una novità. Pare che non ci sia stato nulla da fare, a norma di Statuto, di regolamento e della dichiarazione dei diritti dell uomo, la convocazione è stata dichiarata irregolare e la seduta del consiglio comunale insanabilmente nulla. Pare che un altro degli esperti invitati abbia provato a dire che loro sono un gruppo di opposizione e non un tribunale speciale che emette le sentenze di nullità. Ma anche in questo caso non c è stato nulla da fare.
La terza. Mi è stata offerta da un amico che però, secondo me, è un po' fazioso e anche alquanto accanito. Secondo lui non è vero che i consiglieri di minoranza non fossero preparati alla discussione in consiglio per il poco tempo avuto a disposizione. Pare che non fossero preparati alla sconfitta. La spiegazione è un po faziosa ma è anche la più comprensiva. In fondo, considerato che la legge concede al Sindaco 20 giorni per convocare il consiglio e svolgere la prima seduta, che necessità c' era di farlo in soli 10 giorni? In effetti il Sindaco Berarducci avrebbe potuto aspettare qualche giorno in più e dar  modo loro di elaborare più serenamente la sconfitta.
Se così fosse stato sicuramente non sarebbe successo niente. E in questo la minoranza ha ragione: la colpa è effettivamente del nuovo Sindaco, altro che messo comunale, anzi, lui ci ha provato a ritardare la presa d'atto del triste risveglio.



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Consiglio comunale il 10 aprile
7 aprile 2010
Il nuovo sindaco, Giuseppe Berarducci, ha convocato il consiglio comunale di insediamento il giorno 10 aprile alle ore 17,00.
Il nuovo consiglio è composto da:
Giuseppe Berarducci - Sindaco
consiglieri di maggioranza: Feliciano Marzuolo, Stefano D'Amico, Pasquale Franciosa, Antonio Crugnale, Antonio Carrara, Antonio Filippi, Pasquale Orsini, Joanne D'Amato.
consiglieri di minoranza: Carmelo Panté, Floriano Tortis, Antonio Schiappa, Franco Oddi.

L'ordine del giorno del consiglio è il seguente:
1. Insediamento del consiglio comunale: esame delle condizioni di candidabilità, eleggibilità e compatibilità degli eletti;
2. Giuramento del Sindaco;
3. Comunicazione della nomina della Giunta e del vicesindaco.



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